Università degli Studi di Trieste

V Congresso Nazionale
CKBG 2015

CKBG
sito in versione inglese         sito in versione italiana

Tema

Gli strumenti e gli ambienti tecnologici hanno prodotto, in alcuni contesti, dei cambiamenti metodologici, culturali e sociali profondi. Pensiamo al programma di innovazione educativa in Brasile o alla così detta “Primavera araba”.
Ma in altri contesti e condizioni gli stessi strumenti, presentati dentro percorsi di innovazione, spesso non hanno prodotto cambiamenti reali. In Italia, in particolare, si è cercato di introdurre le tecnologie a scuola con vari programmi e sperimentazioni, gli ultimi dei quali hanno visto la massiva adozione delle LIM (Lavagne Interattive Multimediali) come strumento rilevante per le classi 2.0. Non avendo quest'ultime condotto ai cambiamenti auspicati, oggi vengono considerate, nelle analisi che il Governo propone sulla scuola, ingombranti e minacciose per i docenti (si veda il documento La Buona Scuola, p. 74).
Nel documento “La Buona Scuola” si sostiene che la tecnologia debba essere leggera e flessibile, abilitante, diffusa, discreta, rispettosa, personale (citando l’approccio Bring Your Own Device - BYOD) soprattutto sostenibile per le nostre risorse pubbliche. Ma come si traducono in chiave operativa queste caratterizzazioni?

Le ragioni della scarsa incisività degli strumenti possono essere molteplici. Si manifestano nella resistenza da parte dei possibili attori/agenti (insegnanti, formatori) rispetto all’adozione delle nuove tecnologie digitali per l’attività di insegnamento, nell’uso delle tecnologie da parte di gruppi ristretti e chiusi che non sanno o non riescono a diffondere l’innovazione a colleghi e allievi, nella portata e durata limitata dell’innovazione, che non riesce a diffondersi e radicarsi, nella scarsa continuità tra innovazione e pratiche attuali. Certo, occorre anche considerare il peso finanziario e i livelli di competenze e di preparazione della classe dirigente e dei formatori/docenti.

In altre parole, accanto ad alcune situazioni in cui le tecnologie digitali vengono adottate con successo, in altri casi esiste una resistenza forte da parte di insegnanti e scuole (e università) ad adottare nuove tecnologie digitali per l'attività di insegnamento (pensiamo alla LIM, alla possibilità di usare tablet, device personali, di adottare forme di apprendimento a distanza); altre volte quando le tecnologie vengono introdotte restano incapsulate dentro gruppi che si configurano come "avanguardie" che restano isolate, senza cioè possibilità di diffusione ad altri colleghi e classi. Spesso, infatti, le tecnologie vengono introdotte con progetti che durano per un arco di tempo limitato e poi non procedono oltre: finito il progetto, dismessa la tecnologia. Forse, allora, il cambiamento duraturo è perseguibile quando vi è continuità con le pratiche attuali, mentre imporre o richiedere un cambio radicale può essere controproducente.

A monte, quando manca il riferimento a teorie psico-pedagogiche che guidano l'innovazione, si rischia di non avere un chiaro orientamento. Manca un’adeguata formazione finalizzata alla conoscenza e all'utilizzo di tali teorie e vi è uno scarso sviluppo di competenze tecnologiche adeguate. Mancano modelli di collaborazione tra scuola e università per sperimentare le innovazioni. Manca una visione di quali tecnologie inserire a scuola e come. Il documento su “La Buona Scuola” ipotizza l’esistenza di "innovatori naturali" a cui affidare innovazione e aggiornamento: ma esistono davvero? Se sì, come individuarli? Come coinvolgerli in un percorso di innovazione trasferibile? Come equilibrare la necessità di capitalizzare pratiche di provata efficacia con il bisogno di innovazione che la società attuale richiede?

Il Congresso si propone come momento di riflessione su questi argomenti, per individuare condizioni e proposte per ottenere innovazione tra cambiamento e continuità, studiando possibili soluzioni ai problemi emergenti.

Pertanto si invita ad inviare contributi sui seguenti temi:

  • apprendimento supportato dalle tecnologie
  • esperienze di uso delle tecnologie nei contesti formativi
  • e-learning e formazione professionale
  • formazione dei docenti alle nuove tecnologie
  • sviluppo identitario e Sé negli ambienti virtuali
  • interazioni online e/o mediate dalle tecnologie
  • metodi di valutazione del valore aggiunto delle tecnologie
  • tecnologie e gruppi
  • progettazione e sperimentazione di ambienti tecnologici innovativi
  • esperienze formative dei social network
  • aspetti sociali e psico-sociali dell’uso di tecnologie
  • Blended Learning
  • Mobile Learning
  • Social Games e Serious Games
  • effetti culturali delle nuove tecnologie
  • aspetti critici dell’uso della rete e delle tecnologie
  • cultura della rete, comunicazione e interazione
  • apprendimento formale, informale e non-formale supportato dalle tecnologie
  • e-tutor come facilitatore dell’uso della tecnologia
  • smart cities e tecnologie digitali
  • tecnologie e sostenibilità

Dip. Studi Umanistici - Univ. TS

Copyright 2015 by Patrizia Turina Bosazzi

www.ckbg2015.disu.units.it

Numero visite: 31335